Mentre facevo pulizia dal vecchio blog, ho trovato questo post che rimetto paro-paro, come si suol dire. Cosa e' passato o successo nel frattempo, due anni e mezzo? Tante cose, tanti altri servizi, ma tanti tavvero. Tanta voglia di migliorare, tanta altra esperienza. E sopratutto, questo:
(2 APRILE 2009 POST TRAUMATIC STRESS DISEASE)
Ho fatto qualche conto sul database di registrazione dei servizi in associazione, e solo negli ultimi quattro anni risulta che sia stato presente ad almeno 1600 servizi, tra emergenze e secondari. Tenendo presente che sono piu' di dieci anni che faccio servizio, mi e' venuto da ridere.
Potrei anche quantificare grosso modo quanti mce, quante meningiti, quanti traumi maggiori, quanti dolori addominali, quante coliche, quanti traumi minori, incidenti sul lavoro, trasferimenti da struttura a struttura, dimissioni e dialisi. Quindi ho intrecciato la mia vita, seppur per pochi minuti, con un ben numero di pazienti, persone, ognuna con la propria vita, problemi unici, amori, passioni, dolori e speranze. Classiche cose che si dicono e si sentono e si leggono, ma vere. Ma quanti di questi servizi mi hanno colpito, mi sono rimasti impressi? Racconto gli aneddoti, rammento qualche viso, le situazioni, forse, raramente trattengo dentro di me piu' di tanto quando poi vado a chiudere il foglio di servizio, registrando il numero di scheda. Eppure resto sempre sorpreso nel constatare che, rispettando la legge dell'individualita', ogni soccorritore resta colpito da particolari che sfuggono agli altri, e viceversa. Perche' uno si blocca davanti ad un bambino mentre un altro invece si commuove con la nonnina? Perche' un barbone alcolizzato porta un omone grande e grosso a piangere come un vitellino mentre altri restano indifferenti? Il muro dell'indifferenza e' qualcosa che ognuno si costruisce per sopravvivere meglio di fronte a tutti gli eventi, ma e' per lo piu' inutile se davanti si contrappongono le armi giuste per abbattere questi baluardi fittizi. E ognuno di noi e' sensibile ad armi diverse. Ognuno di noi, ognuno diverso dagli altri, e' soggetto a debolezze che altri non percepiscono. Questo e' bellissimo. E comprenderlo, non farsi distruggere da questi sentimenti, e' vitale. Piangere e gridare per sfogarsi, di fronte a momenti di assoluta impotenza, puo' essere la strada giusta per non dare di matto.
Perche' ci sono cose che succedono, ma che non si possono accettare. Accettare di assistere alla morte quando questa viene in modo assolutamente inaspettato, quasi random, e' una follia. Se poi ci si identifica nei pazienti, ci si avvicina pericolosamente ad un baratro decisamente profondo e letale di un nero senza fondo.
Potrei anche quantificare grosso modo quanti mce, quante meningiti, quanti traumi maggiori, quanti dolori addominali, quante coliche, quanti traumi minori, incidenti sul lavoro, trasferimenti da struttura a struttura, dimissioni e dialisi. Quindi ho intrecciato la mia vita, seppur per pochi minuti, con un ben numero di pazienti, persone, ognuna con la propria vita, problemi unici, amori, passioni, dolori e speranze. Classiche cose che si dicono e si sentono e si leggono, ma vere. Ma quanti di questi servizi mi hanno colpito, mi sono rimasti impressi? Racconto gli aneddoti, rammento qualche viso, le situazioni, forse, raramente trattengo dentro di me piu' di tanto quando poi vado a chiudere il foglio di servizio, registrando il numero di scheda. Eppure resto sempre sorpreso nel constatare che, rispettando la legge dell'individualita', ogni soccorritore resta colpito da particolari che sfuggono agli altri, e viceversa. Perche' uno si blocca davanti ad un bambino mentre un altro invece si commuove con la nonnina? Perche' un barbone alcolizzato porta un omone grande e grosso a piangere come un vitellino mentre altri restano indifferenti? Il muro dell'indifferenza e' qualcosa che ognuno si costruisce per sopravvivere meglio di fronte a tutti gli eventi, ma e' per lo piu' inutile se davanti si contrappongono le armi giuste per abbattere questi baluardi fittizi. E ognuno di noi e' sensibile ad armi diverse. Ognuno di noi, ognuno diverso dagli altri, e' soggetto a debolezze che altri non percepiscono. Questo e' bellissimo. E comprenderlo, non farsi distruggere da questi sentimenti, e' vitale. Piangere e gridare per sfogarsi, di fronte a momenti di assoluta impotenza, puo' essere la strada giusta per non dare di matto.
Perche' ci sono cose che succedono, ma che non si possono accettare. Accettare di assistere alla morte quando questa viene in modo assolutamente inaspettato, quasi random, e' una follia. Se poi ci si identifica nei pazienti, ci si avvicina pericolosamente ad un baratro decisamente profondo e letale di un nero senza fondo.
Ma a volte e' impossibile non rispecchiarsi. Quando chi si va a soccorrere e' quello che siamo, che siamo stati, o quello che potremmo essere. Quando chi si va a soccorrere ha gli stessi pensieri, gli stessi sentimenti e le stesse passioni, lo stesso credo, lo stesso animo. E quando va male, perche' il destino beffardo decide di recidere quella vita, la sofferenza monta dentro, e sale, sale. Sale in gola il dolore, sale come brucia il sale su una ferita. Tanti servizi si dimenticano, alcuni restano dentro e saranno parte di noi per tanto tempo, temo per tutta la vita. Spero per tutta la vita. Come il rimpianto di non aver fatto abbastanza, di non aver osservato abbastanza, di non aver dubitato abbastanza, di non essere stato abbastanza veloce, di non aver osato abbastanza. Ma ti prometto che non ti dimentichero', che saro' sempre piu' preparato, faro' di piu', osservero' di piu', dubitero' di piu', saro' piu' veloce, osero' di piu'. E che guardero' alla vita anche per te, guidero' la moto anche per te.
Scorre lento il mio tempo / Che scivola sul velo della mia pella nuda
Se oltrepassassi il confine che mi hai dato / Forse io non sarei qui
Da adesso ormai che senso ha / Cercare di abbracciare un passato più puro
Guardando avanti rischierò / Ma riesco a rispondere ai miei perché
Tutto cio che sarai / Era già stato scritto
Se davvero esiste / Questo dio ha fallito
Ogni parola pronunciata / Sarà lo specchio del tuo dolore
Riflette la colpa / Alimenta l'odio /
Madre / Il mio destino scelgo / Se riesco a resistere
Sono ancora in piedi in questo istante di pura follia
Non so più se desiderare il bene o il male
Anche se il peccato forse più mi da
Da adesso ormai che senso ha / Opporre resistenza a un destino segnato
Non resterò a guardare senza / Riuscire a resisterti
Risvegliarmi
Madre / Il mio destino scelgo / Se riesco a resistere
Risvegliami
Non c'è scelta senza me / Non c'è vita senza me
mi ritrovo anche io tra queste righe. :)
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