domenica 1 gennaio 2012

note sui parametri vitali

Ecco qui di seguito una serie di appunti e note alla lezione di retraining sui parametri vitali fatta dieci giorni fa. Ero, sono e restero' sempre dell'idea che la conoscenza deve essere diffusa e non capitalizzata nella propria cassaforte. Godete e criticate pure... 

PARAMETRI VITALI: quali sono e come si valutano

Introduzione
La preparazione ideale è l’incontro della teoria e della pratica nel volontario. Teoria e pratica sono due aspetti che devono procedere parallelamente, avanti. L’esperienza di ogni giorno ci insegna molto, in particolare che a volte occorre andare oltre il protocollo: su tutti i servizi è basilare valutare i parametri del paziente.
La valutazione è un incontro di bls, pbls e svt, uniti all’esperienza “sul campo”.

I Parametri Vitali

Ricordando la base del protocollo BLS, abbiamo i tre parametri vitali, che sono:
  1. COSCIENZA: Capacità di percepire se stessi e l’ambiente circostante 
  2. RESPIRAZIONE: Funzione del sistema Polmonare tale da consentire lo scambio di Gas tra organismo e ambiente esterno e quindi l’Ossigenazione di Cuore e Cervello 
  3. CIRCOLAZIONE: Funzionamento del Cuore come Pompa tale da consentire al sangue di raggiungere tutto il corpo
Al volontario si chiede di agire sulla base di valutazioni ed azioni. 
Nello specifico, per comprendere se vi è la presenza dei parametri abbiamo: 

COSCIENZA                Chiama e Scuoti: occorre chiamare a voce alta, il paziente potrebbe dormire o essere “duro d’orecchi”, e contemporaneamente scuotergli lievemente le spalle (potrebbe essere sordo).
RESPIRAZIONE & CIRCOLAZIONE    GAS con Segni di Circolo: Guardo il Torace, che deve essere scoperto, con gli occhi vado alla ricerca del movimento di espansione dei polmoni. Ascolto Rumori Respiratori, con l’orecchio tra naso e bocca del paziente. Sento l’Aria sulla mia gota, subito sopra la bocca del paziente.

Contemporaneamente effettuo la ricerca dei movimenti di circolo, ovvero osservo se ci sono movimenti del corpo, tosse o respirazione stessa ad indicare evidente circolazione sanguigna.

Concetto di Qualità

La qualità di un entità è la Relazione tra le Caratteristiche di quell’entità e ciò che ci si aspetta da essa per quel che riguarda un determinato impiego. Analizzare la Qualità dei Parametri Vitali significa Rilevare, Annotare e Contestualizzare le Caratteristiche di ogni parametro vitale. Lo scopo è che il 1.1.8. possa stabilire, attraverso le nostre informazioni, se suddette Caratteristiche rispondono alle aspettative e decida di conseguenza come proseguire il servizio, vale a dire decidere l’ospedale di destinazione, se occorrono ulteriori mezzi sul campo, eccetera. Dobbiamo essere gli occhi del 1.1.8., come sempre, ma anche avere la capacità di analisi per rendere un servizio migliore.

La valutazione della qualità della coscienza è spalmata su tutto il servizio, non si limita ad un momento iniziale.
Occorre capire se il paziente è orientato nel tempo e nello spazio, magari con semplici domande quali: “sa che giorno è oggi” e “sa dove siamo in questo momento” o “mi sa dire quanti anni ha”.
Non insistere con le domande, non mostrare preoccupazione, una carezza ed un sorriso sono ottimi metodi per tranquillizzare una persona disorientata. Sarebbe da evitare il chiedere il nome, in quanto spesso la risposta è data in automatico a prescindere dall’orientamento.

Per ottenere le informazioni necessarie è doveroso conquistare la fiducia del paziente, agendo con gentilezza e rispetto.

Se ci sono parenti o amici accanto, chiediamo loro se la versione data dal paziente corrisponde al vero, ma facciamo sempre attenzione che non rispondano loro prima o al posto del paziente stesso. Il paziente deve essere il centro del nostro universo.

Come dare rispetto: alcuni “trucchi”.
 
  • Non compatire. 
  • Adeguarsi. (parlare alla stessa altezza degli occhi, riferirsi con termini adeguati all’età ed alla cultura del paziente).
  • Spiegare tutto quello che facciamo, prima di farlo.
  • Non strafare. Tollerare il silenzio se il paziente non desidera parlare.
  • Rassicurare, al limite girare attorno alle sue domande dirette (ma la pressione com’è? Ma sto davvero male? Eccetera).
  • Dedicarcisi sempre, senza lasciarlo solo. Chi è nel vano sanitario resti alla sua vista. 
  • Ripetere le cose per evitare fraintendimenti.
  • Mantenere la calma.
  • Sospendere giudizi o pregiudizi.
  • Mostrare preparazione, controllare le emozioni.
  • Non discutere davanti al paziente.
  • Mai alzare la voce con pazienti o parenti.
  • Non rispondere alle provocazioni, al limite zittirle con
    autorevolezza.

Ricordiamoci che è impossibile non comunicare:
  1. Comunicazione verbale vocale: La parola. 
  2. Comunicazione paraverbale: Tono, volume, ritmo, pause.
  3. Comunicazione non verbale: Gestualità, postura, mimica, silenzio…

Sul respiro ci interessa principalmente determinare 3 dati   

Frequenza – Ritmo - Profondità
                       
Ricordiamo che un valore standard normale di respiro è dai 12 ai 20 atti respiratori al minuto, generalmente ritmico, di media profondità. Un respiro più veloce, o più rallentato, e/o superficiale, diventa degno di nota e quindi di successiva valutazione alla centrale 1.1.8.

Dobbiamo inoltre valutare altre cose:
Difformità nell’espansione toracica
Anomalie alla Palpazione
Saturazione

Per questo ci avvaliamo di una tecnica che porta la sigla OPACS:

Osservo: come il paziente respira, cioè se è affannato, se muove molto la pancia, se e’ accellerato , e così via.
Palpo: con le mie mani aperte, posate contemporaneamente su entrambi i lati dei polmoni del paziente, sento se si espandono in modo uguale, e vado alla ricerca di eventuali difformità come bozzi, avvallamenti ed altro.
Ascolto: se il paziente respira emettendo rumori, come sibili, fischi, rantoli, se ha il respiro “russante”, o se borbotta “a caffettiera”.
Conto: gli atti respiratori al minuto.
Saturimetria: attacco il saturimetro e ne riferisco la lettura.

Sul circolo ci interessa principalmente determinare 3 dati   

Frequenza – Ritmo - Forza
                       
La frequenza deve sempre essere riferita alla centrale 1.1.8., per questo valore ci viene incontro il pulsiossimetro, limitando pertanto il nostro margine di errore. Con due dita al polso radiale del paziente valutiamo anche la forza ed il ritmo della pulsazione cardiaca. Un polso aritmico o di difficile reperimento deve altro essere elemento da riferire alla centrale.            
Altri elementi da considerare in questa fase sono in riferimento alla cute del paziente per rilevare e riferire il:

Colore (Roseo, Pallido, Rosso, eccetera)
Stato (Asciutta, Sudata fredda, Sudata calda)
Temperatura (Normale, Fredda, Calda)

Ulteriori Valutazioni AVPU:

A lert
V oice
P ain
U responsive

Se il paziente segue con lo sguardo quello che facciamo, è uno stato “A”, se invece apre gli occhi e rivolge la sua attenzione a noi solo quando lo chiamiamo, è uno stato “V”, se chiamato non risponde, lo pizzichiamo al sopracciglio e a questo punto apre gli occhi, è uno stato “P”, altrimenti è uno stato “U”.

Continuando, scopro il paziente, controllo eventuali lesioni, e lo ricopro. Ma per avere e riferire il quadro completo alla centrale 1.1.8., ed in seguito in pronto soccorso, devo effettuare una ulteriore indagine, seguendo la sigla AMPLE:
Allergy
Medication
Past Medical History
Last Meal
Events leading up to

Devo chiedere cioè se ha ALLERGIE CONOSCIUTE, le MEDICINE CHE PRENDE, le sue MALATTIE e PATOLOGIE anche se vecchie, (se donna) se e’ in STATO DI GRAVIDANZA, quando HA MANGIATO PER L’ULTIMA VOLTA, e capire quali EVENTI hanno portato il paziente A CHIAMARE IL SOCCORSO.

Multiparametro & Pulsiossimetro: Limite nella precisione
  • Se il paziente si muove o ha i brividi la saturazione può dare una lettura anche di 85% 
  • Intossicazione da CO.
  • Esposizione della sonda durante la misurazione a forte luce ambientale.
  • Stati di “bassa perfusione”: la sonda potrebbe non leggere in casi di freddo (ipotermia), vasocostrizione, bassa portata della circolazione.
  • Smalto per unghie
  • Sotto la saturazione di 83% la valutazione è meno precisa
Come evitare questi errori
  1. Conoscendoli 
  2. Utilizzando la sonda corretta (adulti o bambini) in modo adeguato. 
  3. Corretta pulizia e manutenzione. 

La Chiamata al 118

Alla fine delle nostre valutazioni, chiamiamo la centrale 1.1.8., e riferiamo quello che abbiamo visto, capito, chiesto, sentito.
Esempio:”donna, cosciente, 65 anni, saturazione 98, frequenza 55, l’apparecchio mi da una lettura di pressione di 143 su 94, polso radiale forte, riferisce difficoltà a respirare da due ore, non ha dolore, prende cardioaspirina, ha problemi di pressione, …”
Se dalla centrale ci chiedono o usano termini che non conosciamo e di cui non siamo sicuri, non dobbiamo avere timore a chiederne il significato.
ES: “ma sta compensando?”oppure “soffre da molto di iperpiressia?”

Un dialogo chiaro, e senza paure di fare brutte figure è alla base di un servizio al paziente efficace e mirato

Lettura Scenario: Non c’è però solo la sicurezza
All’arrivo sul posto, dai primi attimi in cui “impattiamo” con lo scenario è importantissimo costruirsi un quadro generale della situazione. Serve ad “impostare” la nostra soglia di attenzione per tutta la restante parte del servizio. Nessuno riesce ad essere attento se stima di poca rilevanza ciò che sta facendo, motivo per cui è importante saper valutare bene quanto è grave la situazione.

  1. Mai sottovalutare la situazione. 
  2. Osservare attentamente i dettagli e lo “sfondo”. 
  3. Chiedere a diretti interessati, parenti e astanti 
  4. Ragionare e unire i pezzi del “puzzle” 
  5. Visualizzare come può evolvere la situazione 
  6. Può peggiorare? In che modo? 
  7. Cercare di capire il numero di feriti 
  8. La gravità di ogni ferito 
  9. La probabile dinamica dell’evento 
  10. Le possibili uscite: Prepararle prima se necessario 
  11. Essere sempre aperti a nuovi dati da considerare

2 commenti:

  1. ieri sera mi è capitato un BPCO, e il saturimetro dava alle prime letture un 45, poi salito a 55 quando il paziente è stato messo a sedere (era un grande obeso letteralmente sprofondato nel letto). Lo stato di coscienza era V, quindi ho ipotizzato un'errata lettura della sonda, ma dopo aver messo l'ossigeno a bassi flussi ha raggiunto 96, un valore più che plausibile. Perciò lo strumento funzionava bene, e non so che pensare sulla prime letture. Tu che dici? Troppa Co2 nel sangue impedisce una lettura corretta?

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  2. ... premesso che il mio parere vale quanto un gatto morto sull'autostrada, mi sento di escludere totalmente una inferenza della co2 per la lettura bassa sella spo2, in quanto "il pulsiossimetro non e' in grado di quantizzare accuratamente la carbossiemoglobina o la metemoglobina. la carbossiemoglobina e' interpretata erroneamente come ossiemoglobina, cosi' che il valore dato per la saturazione d'ossigeno approssima la somma di ossiemoglobina e carbossiemoglobina." (N&A 134, gennaio 2003) vale a dire che la co2 non viene letta come tale ma come ossigeno, a meno che non siate cosi' fighi da avere un capnografo in ambulanza.
    piu' facilmente la lettura bassa poteva essere data dalla posizione del paziente (sdraiato?) in bpco, magari assommando un posizionamento non corretto (sede edematosa) o anche dell'umidita' sul sensore dovuta al passaggio ambulanza fredda-camera da letto bollente. o forse stava davvero cosi' male e respirava di merd@, finche' non l'avete tirato su.
    mi sa che devo postare qualcosa di nuovo in merito, mi ispira parecchio, ed ho in giro per casa diversi articoli... grazie!

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